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La vittoria del No al referendum sulla giustizia ha avuto un impatto significativo, con un

I giovani guidano il "No" al referendum sulla giustizia

Italia. La vittoria del No al referendum sulla giustizia ha avuto un impatto significativo, con un'alta partecipazione giovanile che ha contribuito a determinare il risultato finale. I giovani, in particolare la fascia d'età tra i 18 e i 34 anni, si sono espressi al 61,1% per il No, dimostrando un forte interesse e una forte presenza politica. Questo ha portato a una forte reazione politica e sociale, con manifestazioni e celebrazioni in diverse città italiane. La vittoria del No ha anche sollevato interrogativi sulla necessità di riforme significative nel sistema giuridico italiano, con il No che ha vinto contro una proposta di riforma che mirava a migliorare l'equilibrio delle istituzioni e a garantire un sistema giuridico più equo. 

 

fonte: IlSussidiario.net

Scrutinate 50 per cento sezioni, il No al 54,59 per cento
Secondo i dati del Viminale, alle 16:30 erano state scrutinate 30.967 su 61.533 sezioni, il 50 per cento del totale, al referendum confermativo sulla riforma della giustizia, il No ha ottenuto il 54,59 per cento dei voti, mentre il Si’ il 45,41 per cento. Il referendum su cui gli italiani sono andati ad esprimere la propria volontà e prefenza non è stato il primo che riguarda riforme sulla giustizia. Dal 1987 a oggi gli italiani sono stati chiamati a votare quattro volte su questi temi. Con due differenze importanti rispetto al referendum del 22-23 marzo 2026: in tutti i casi si è trattato di referendum abrogativi, che a differenza di quelli costituzionali prevedono un quorum, e ad eccezione del referendum del 2022 i quesiti erano inseriti in consultazioni più ampie su diversi temi. Ultimo in ordine di tempo, è stato il referendum del 12 giugno 2022 sul funzionamento del Csm, la valutazione dei magistrati, i limiti alla custodia cautelare e la legge Severino. L’affluenza in tale votazione fu molto bassa, al 20,4%, ed il quorum rimase lontano.

Fonte: Referendum Giustizia 2026, ha vinto il No - Il Corriere del Giorno

23-03-2026

¡Italianos en República Dominicana!  
Referéndum Confirmativo 22-23 marzo 2026 ¿Cómo se vota?

Italia. Gli italiani sono presenti nella Repubblica Dominicana da molto tempo, partecipando a momenti importanti della storia di quel paese: dalla costruzione della prima Cattedrale fino al primo giornale, nella ricerca scientifica e in molte fasi dello sviluppo economico e del miglioramento delle condizioni di vita e del benessere sull'isola.

Nonostante la distanza, gli italiani continuano a partecipare alle decisioni dell'Italia. Il voto per gli italiani nella RD, come negli altri paesi esteri, si effettua per corrispondenza. Le schede elettorali devono essere rinviate al consolato seguendo attentamente le istruzioni indicate nel foglio informativo incluso nella busta elettorale e utilizzando esclusivamente il materiale fornito nella stessa.

Chi può votare all'estero?
Gli elettori iscritti all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero), che riceveranno direttamente la busta elettorale presso il loro domicilio di residenza all'estero. I cittadini italiani che si trovino temporaneamente all'estero per un periodo minimo di tre mesi, esclusivamente per motivi di LAVORO, STUDIO O CURE MEDICHE, così come i familiari che convivono con loro all'estero. ATTENZIONE: l'elettore che si trovi temporaneamente all'estero dovrà presentare la richiesta corrispondente direttamente al Comune italiano di residenza PRIMA DEL 18 FEBBRAIO 2026 per poter ricevere la busta elettorale. Nella Repubblica Dominicana, si stima che ci siano circa 13.000 italiani residenti. Questo numero è aumentato negli ultimi anni, specialmente a partire dagli anni '60, quando molti pensionati italiani si trasferirono sull'isola a causa delle sue splendide bellezze naturali fonte: Referendum Confermativo 22-23 marzo 2026 – A

23-03-2026

italodominicano.tv 

Los días 8 y 9 de junio, todos los municipios de Italia fueron llamados a votar en referén
I risultati del referendum del 2025 in Italia non hanno raggiunto gli obiettivi previsti.

Roma 09-06-2025. L'8 e il 9 giugno, tutti i comuni italiani sono stati chiamati a votare per i referendum abrogativi. Solo il 30% degli italiani ha partecipato alle cinque consultazioni. L'elevato tasso di astensione ha invalidato i referendum, in quanto non è stato raggiunto il quorum necessario per la validità delle votazioni.

I referendum includevano proposte su: 1) Contratti di lavoro con maggiori tutele - Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione 2) Piccole imprese - Licenziamenti e relative indennità: Abrogazione parziale 3) Abrogazione parziale delle disposizioni relative all'applicazione di una data di cessazione dei contratti di lavoro, alla durata massima e alle condizioni per le proroghe e i rinnovi 4) Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell'appaltatore e del subappaltatore per i danni subiti da un dipendente di un appaltatore o di un subappaltatore in conseguenza dei rischi specifici inerenti all'attività dell'appaltatore o del subappaltatore: Abrogazione 5) Cittadinanza italiana: Dimezzare, da 10 a 5 anni, il periodo di soggiorno legale in Italia per gli stranieri maggiorenni extracomunitari per richiedere la cittadinanza italiana.

A causa della scarsa partecipazione, le leggi attuali rimarranno in vigore e le proposte non saranno attuate. I partiti di opposizione, che hanno sostenuto a larga maggioranza i referendum, hanno accusato il governo di aver deliberatamente promosso una bassa affluenza alle urne.
La bassa affluenza e il mancato raggiungimento del quorum riflettono una significativa mancanza di interesse da parte della popolazione italiana per queste riforme. Ciò potrebbe avere implicazioni per future iniziative politiche e per il rapporto tra governo e cittadini.

09-06-2025

Autore Rita Valenzuela

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